Reviews

MEGAZINE:
RUMORE (ITA, November 2011).

INTERVIEWS:
MAGMUSIC.it (ITA, January 2012)
RadioCage.it (ITA, January 2012)

GOTTESMORDER “Gottesmorder EP” List Best EP 2011
Equivoke: #15 of 20
Blackened Slugs: #4 of 10
Doom Stoner & Sludge: #18 of 20

from CVLT NATION:
Over the course of two songs and 25 minutes, Gottesmorder collide grim black metal with post rock, doom, hardcore and crust all wrapped in a shroud of smokey atmosphere. These two songs are scathing and visceral, and at other moments otherworldly and intangible. Gottesmorder have already begun to forge their own sound that should help to separate them from all the new post black metal bands.

from Sputnik Music:
“The narration becomes an omnipotent presence that engulfs the listener and fabricates the tone of their perception, immersing one in the diagetics [artificially created world] of the EP. This omnipotent presence, in its entire grand splendor, is the procurer of the atmosphere that captures and holds the listeners subjective attention.”

from Blackened Slugs:
“Take Wolves in the Throne Room, easy example, give them a nature abortion, and shoot them up with some black tar, and you might have at least a mental image of what this will sound like.”

from Audiodrome.it (3/5):
In particolare, l’ep dimostra come sia ormai impossibile etichettare determinati lavori senza perdere parte della loro essenza o, peggio, senza cadere nella facile trappola del pressapochismo: ci si muove, infatti, tra le ombre di un sottobosco che ha deciso di rinunciare a qualsiasi attitudine purista e, men che meno, da defender, un luogo dove non appare strano passare dall’ascolto dei Sunn O))) a quello dei Wolves In The Throne Room, dagli Gnaw Their Tongues ai Fall Of Efrafa, senza per questo perdere una propria identità o una propria via di fuga dall’omologazione.

from The Sludge Lord:
These guys have opened my eyes to the realm of Post-Black Metal. If I find anymore top-notch bands in this genre then Gottesmorder will be the band I measure all of them against.
And it will be very hard to beat.

from NeuroPrison Blog:
Le melodie si affacciano sofferenti, ancora nelle orecchie le grida imploranti dei Fall of Efrafa, Abyss of Throats come Republic of Heaven, la grezza furia che scalcia il bastone di Justin Broadrick e lo accelera allo spasmo, dimenticando per un attimo la litania alla morfina targata Jesu.

from Metalitalia.com (7/10):
“Al di là del sound, il songwriting in generale è comunque il pezzo forte dell’album e ci mostra una band che ha evidentemente imparato la lezione dai “big”, e capito quali sono gli snodi e i centri nevralgici di canzoni così lunghe e oscure che riescono però anche a far fare due sane scapocciate e a mostrare un senso compiuto e concreto del groove e della fluidità musicale senza annoiare ed estenuare. Le canzoni si gonfiano e si dilatano, si calmano e riesplodono proprio come il verbo postcore neurosisiano richiede, segno che la conoscenza della materia trattata dai ragazzi è tanta e approfondita.”

from Impatto Sonoro:
“Qui non c’è spazio per pose o scene: qui siamo di fronte ad un raro esempio di perfetta unione fra messaggio e forma espressiva. La band sa perfettamente quello che vuole e sa come ottenerlo. Tutto volge a creare un’atmosfera unica, totale, nera come la notte, perfettamente sostenuta da un suono personalissimo e da un grande approccio agli strumenti.”

from MagMusic.it:
Se non vi siete fatti ancora un’idea del sound della band (…) immaginate appunto che i Wolves in the Throne Room (o gli Altar of Plagues, influenza dichiarata) possano asciugare il loro sound mantenendo stabile l’impianto del riffing black metal e hardcore.

from Hardsounds (80/100):
“Il primo, “Winternight”, è un estenuante crescendo di chitarre che si manifesta su un tappeto lacerante di drone e black metal. Sembra di ascoltare i migliori The Angelic Process, quelli del magnifico ultimo disco, stesi con tanto di K.O. da un pugno di sporcizia punk, velocità degna della più mera e nera fiamma, ridotta in polvere sul finale, da vari stacchi dissonanti e penetranti.”

from NoizeItalia.com:
I pezzi sono ben costruiti e registrati con perizia, non risultano ripetitivi e mettono sugli scudi una chitarra parecchio ispirata sulle parti più lente e inquietanti, aggiungete pure che dal vivo il muro di suono dei tre figuri in questione è una di quelle manate in faccia che annichiliscono e – parafrasando Corrado – il disagio è servito.

from Grindontheroad.com (6-7/10):
“Si può chiaramente percepire sin dalle note iniziali di “Winternight” come i Wolves In The Throne Room di Two Hunters siano un’ispirazione per il trio toscano, con giri di chitarra vagamente affini al post rock e avvolgenti al massimo. Punto di forza di questa traccia sono sicuramente le accelerazioni, in cui l’eco dei gruppi della recente scena “cascadian” si fanno più sentire, per sfociare in un finale in ballo fra un rallentamento vicino al doom e ai già citati Altar Of Plagues e una velocizzazione davvero inaspettata e travolgente.”

from The Tomb Of God (6,75/10):
Empieza a notarse la entrada del Otoño: las nubes cierran toda alegría con su presencia, el cielo se vuelve gris y triste y las calles se antojan más serias, la gente, el tráfico… incluso el tiempo. Hasta uno mismo siente cambios en sí cuando va caminando afuera y se sienta nada más llegar a su hogar. Otoño es escuchar, prestar atención, a todo lo que te rodea, así como hay que prestar atención a lo que nos ofrece esta banda.

from Guilty Forest:
多くのバンドと殺り合った経験もあるのか1st EPにして既に圧倒的物語の様なポストブラックを鳴らしているGottesmorderはそのストーリー性のある音楽を最大限に生かす激情として鳴らすバンドだ。多くのポストブラックのバンドが登場し活躍している昨今であるが、こいつらもまたそれらのバンドに負けないポテンシャルを強く感じる。これから追いかけるつもりだ。

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